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by Magli

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Corte Giust., Conclusioni dell'avv. generale Càpeta, 3.09.2026, causa C‑320/25, [Lertimene] c. Ministero dell'Interno – Dipartimento della pubblica sicurezza

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Concorso pubblico per l\'assunzione nella Polizia di Stato – esclusione della candidata per tatuaggio visibile solo con la divisa femminile (gonna) nelle occasioni cerimoniali – disparità di trattamento rispetto al candidato di sesso maschile nella medesima condizione – art. 14 direttiva 2006/54/CE – utilizzo della gonna come requisito essenziale della prestazione lavorativa - inammissibilià - qualificazione della differenza come azione positiva - inammissibilià - discriminazione diretta fondata sul sesso – sussistenza

Secondo l’Avvocato generale, costituisce discriminazione diretta fondata sul sesso una  normativa nazionale che comporta l\'esclusione automatica dal concorso per l\'assunzione di agenti di polizia delle candidate con un tatuaggio sulla parte inferiore della gamba, esclusione derivante dall\'applicazione combinata di due norme: il divieto di tatuaggi visibili in caso di utilizzo dell\'uniforme e la disciplina della divisa cerimoniale, che prevede l\'uso della gonna per le sole candidate di sesso femminile; i candidati di sesso maschile con analogo tatuaggio non sono quindi soggetti alla medesima esclusione, non risultando detto tatuaggio visibile in caso di utilizzo dei pantaloni. Lo svantaggio che ne deriva deve ritenersi fondato direttamente sul sesso perchè  l\'obbligo di indossare la gonna, pur non costituendo una caratteristica intrinseca del sesso femminile, è imposto dalla legge esclusivamente alle donne.Tale svantaggio non può ritenersi correlato a un requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell\'attività lavorativa ai sensi dell\'art. 14, par. 2, della direttiva 2006/54/CE, mancando sia il requisito della finalità legittima, sia il requisito della proporzionalità e necessità; nè la previsione può essere considerata una azione positiva volta ad attrarre le donne nel corpo di polizia, poichè un’azione positiva può essere giustificata solo quando essa migliori e non peggiori la situazione del sesso sottorappresentato, coma accade invece per le norme in esame.

Public competitive examination for recruitment to the State Police – Exclusion of a female candidate on account of a tattoo visible only when wearing the female ceremonial uniform (skirt) on formal occasions – Disparity of treatment as compared with a male candidate in the same situation – Article 14 of Directive 2006/54/EC – Wearing of the skirt as a genuine and determining occupational requirement – Inadmissibility – Characterisation of the difference in treatment as positive action – Inadmissibility – Direct discrimination on grounds of sex – Established

According to the Advocate General, national legislation constitutes direct discrimination on grounds of sex where it results in the automatic exclusion, from a competitive examination for recruitment as police officers, of female candidates who have a tattoo on the lower part of the leg. That exclusion follows from the combined application of two rules: the prohibition on visible tattoos when wearing the uniform, and the rules governing the ceremonial uniform, which requires only female candidates to wear a skirt; male candidates with an equivalent tattoo are therefore not subject to the same exclusion, since such a tattoo is not visible when trousers are worn. The resulting disadvantage must be regarded as based directly on sex, since the obligation to wear a skirt, although not an inherent characteristic of the female sex, is imposed by law exclusively on women. That disadvantage cannot be regarded as linked to a genuine and determining occupational requirement within the meaning of Article 14(2) of Directive 2006/54/EC, given the absence both of a legitimate aim and of the requirements of proportionality and necessity; nor can the rule be characterised as positive action intended to attract women to the police force, since positive action can be justified only where it improves — rather than worsens — the situation of the under-represented sex, which is not the case with regard to the rules at issue.
Testo del provvedimento