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by Magli

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Corte giust. 7.5.2026, C-747/22

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Reddito di cittadinanza – titolari di protezione internazionale – artt. 26 e 29 direttiva 2011/95/UE  - norma nazionale che prevede il requisito di 10 anni di residenza di cui gli ultimi due continuativi – natura mista della prestazione – irrilevanza -  requisiti di pregresso radicamento territoriale – illegittimità - contrasto con la direttiva - sussistenza

Gli artt. 26 e 29 della direttiva 2011/95/UE devono essere interpretati nel senso che essi ostano alla normativa di uno Stato membro che subordina l’applicazione, ai cittadini di paesi terzi beneficiari di protezione internazionale, di una misura nazionale di contrasto alla povertà e di sostegno all’accesso all’occupazione e all’inclusione sociale al requisito, imposto anche ai cittadini di tale Stato membro, di aver risieduto in detto Stato per almeno dieci anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. Infatti, da un lato il fatto che tale misura abbia anche una funzione di avviamento al lavoro non la sottrae agli obblighi di parità di trattamento previsti dall’art. 26 della direttiva; dall’altro, pretendere un requisito di radicamento territoriale a chi giunge sul territorio per esigenze di protezione contrasta con gli obiettivi della direttiva, che non consente agli Stati membri di introdurre requisiti limitativi se non quelli espressamente previsti dalla direttiva stessa.


Citizens Income (Reddito di Cittadinanza) – holders of international protection – Articles 26 and 29 of Directive 2011/95/EU – national provision imposing a ten-year residence requirement, the last two of which must be continuous – mixed nature of the benefit – irrelevance – prior territorial integration requirements – unlawfulness – incompatibility with the Directive – established

Articles 26 and 29 of Directive 2011/95/EU must be interpreted as precluding legislation of a Member State which makes the application, to third-country nationals benefiting from international protection, of a national measure combating poverty and supporting access to employment and social inclusion conditional upon a requirement — imposed also on nationals of that Member State — of having resided in that Member State for at least ten years, the last two of which continuously. First, the fact that the measure in question also serves an employment activation function does not remove it from the equal treatment obligations laid down in Article 26 of that Directive. Second, imposing a territorial integration requirement on persons who arrive in the territory on grounds of protection needs runs counter to the objectives of the Directive, which does not permit Member States to introduce restrictive requirements beyond those expressly provided for in the Directive itself in respect of holders of subsidiary protection.

Leggi il commento di Marta Lavanna qui

Testo del provvedimento