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Corte Suprema Regno Unito, 16.4.2025, For Women Scotland Ltd c. The Scottish Ministers
| | | |Equality act 2010 - interpretazione del termine sesso - riferimento al sesso biologico - esclusione dalla definizione di donna delle persone con GRC - legge scozzese del 2018- vincolo del 50% di donne nei consigli di amministrazione - riferimento alle sole donne in senso biologico - necessità.
L’equality act 2010 – che ha consolidato e riformato l’Equal Pay Act 1970, il Sex Discrimination Act 1975, il Race Relations Act 1976, il Disability Discrimination Act – deve essere interpretato nel senso che il termine sesso deve essere riferito al sesso biologico, a prescindere dalla assenza di un riferimento esplicito al sesso biologico nella disposizione stessa, dal momento che anche in precedenza i riferimenti legislativi a “sesso”, “uomo” e “donna” costituivano riferimenti al sesso biologico. Non vi è motivo di supporre che il Parlamento, con l’Equality Act 2010, abbia inteso introdurre un cambiamento sostanziale rispetto al Sex Discrimination Act 1975. Inoltre, se si dovesse applicare la definizione di sesso certificato questo potrebbe comportare che le norme a tutela delle donne in gravidanza non si potrebbero applicare nei confronti delle persone che, pur essendo donne biologiche, vivono nel genere maschile, possiedono un GRC (e sarebbero quindi giuridicamente maschi) e che potrebbero comunque rimanere incinte. Di conseguenza la legge del parlamento scozzese del 2018 che impone una presenza del 50% di donne nei consigli di amministrazione degli enti pubblici è da interpretare nel senso che detta percentuale deve essere riferita alle donne in senso biologico.
L’equality act 2010 – che ha consolidato e riformato l’Equal Pay Act 1970, il Sex Discrimination Act 1975, il Race Relations Act 1976, il Disability Discrimination Act – deve essere interpretato nel senso che il termine sesso deve essere riferito al sesso biologico, a prescindere dalla assenza di un riferimento esplicito al sesso biologico nella disposizione stessa, dal momento che anche in precedenza i riferimenti legislativi a “sesso”, “uomo” e “donna” costituivano riferimenti al sesso biologico. Non vi è motivo di supporre che il Parlamento, con l’Equality Act 2010, abbia inteso introdurre un cambiamento sostanziale rispetto al Sex Discrimination Act 1975. Inoltre, se si dovesse applicare la definizione di sesso certificato questo potrebbe comportare che le norme a tutela delle donne in gravidanza non si potrebbero applicare nei confronti delle persone che, pur essendo donne biologiche, vivono nel genere maschile, possiedono un GRC (e sarebbero quindi giuridicamente maschi) e che potrebbero comunque rimanere incinte. Di conseguenza la legge del parlamento scozzese del 2018 che impone una presenza del 50% di donne nei consigli di amministrazione degli enti pubblici è da interpretare nel senso che detta percentuale deve essere riferita alle donne in senso biologico.
Equality Act 2010 – interpretation of the term "sex" – reference to biological sex – exclusion of individuals with a Gender Recognition Certificate (GRC) from the definition of "woman" – Scottish law of 2018 – requirement for 50% women on boards of directors – reference exclusively to biologically female women – necessity.
The Equality Act 2010 – which consolidated and reformed the Equal Pay Act 1970, the Sex Discrimination Act 1975, the Race Relations Act 1976, and the Disability Discrimination Act – must be interpreted to mean that the term sex refers to biological sex, regardless of the absence of an explicit reference to biological sex within the provisions themselves. This is because, even previously, legislative references to “sex,” “man,” and “woman” constituted references to biological sex. There is no reason to assume that Parliament, through the Equality Act 2010, intended to introduce a substantial change from the Sex Discrimination Act 1975.Moreover, if the definition of certified sex were to be applied, this could mean that legal protections for pregnant women would not apply to individuals who, although biologically female, live as males, possess a Gender Recognition Certificate (GRC), and are therefore legally male, but who could still become pregnant.Consequently, the 2018 Scottish Parliament law, which mandates 50% representation of women on the boards of public bodies, must be interpreted to mean that this percentage refers to women in the biological sense.
The Equality Act 2010 – which consolidated and reformed the Equal Pay Act 1970, the Sex Discrimination Act 1975, the Race Relations Act 1976, and the Disability Discrimination Act – must be interpreted to mean that the term sex refers to biological sex, regardless of the absence of an explicit reference to biological sex within the provisions themselves. This is because, even previously, legislative references to “sex,” “man,” and “woman” constituted references to biological sex. There is no reason to assume that Parliament, through the Equality Act 2010, intended to introduce a substantial change from the Sex Discrimination Act 1975.Moreover, if the definition of certified sex were to be applied, this could mean that legal protections for pregnant women would not apply to individuals who, although biologically female, live as males, possess a Gender Recognition Certificate (GRC), and are therefore legally male, but who could still become pregnant.Consequently, the 2018 Scottish Parliament law, which mandates 50% representation of women on the boards of public bodies, must be interpreted to mean that this percentage refers to women in the biological sense.